I protagonisti e la loro storia, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, La Stampa del 20.12.1992 - numero 348 - pagina 41, La Stampa del 20.12.1992 - numero 348 - pagina 10, Gianni Brera e il Genoa Calcio un amore lungo tutta una vita, La Stampa del 20.12.1992 - numero 348 - pagina 11, http://www.treccani.it/enciclopedia/gianni-brera_%28Dizionario-Biografico%29/, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gianni_Brera&oldid=116976043, Studenti dell'Università degli Studi di Pavia, Membri della Hall of Fame del calcio italiano, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Prolusione critico-storica e commento tecnico a. Introduzione a Melina Borelli (a cura di), Le introduzioni, prefazioni e postfazioni di, Voce "Gianni Brera" dell'Enciclopedia Treccani, di. Il successo dell'innovazione si misurò al mondiale del 1938, in cui la selezione elvetica riuscì a superare in un doppio confronto la forte compagine austro-tedesca. E mi sono scoperto figlio legittimo del Po.». Il ritorno in Germania ha avuto luogo a Berlino. Rimase al Giorno fino al 1967, quando assunse la direzione del Guerin Sportivo. Sono nato l'8 settembre 1919 a San Zenone Po, in provincia di Pavia, e cresciuto brado o quasi fra boschi, rive e mollenti (…) Io sono padano di riva e di golena, di boschi e di sabbioni. N. 63 - Marzo 2013 (XCIV). L'editore Limina dal 2010 pubblica la rivista Quaderni dell'Arcimatto dedicata alle problematiche breriane. Brera went as far as creating the nickname Vecchio Balordo (Old Fool or Cranky Old One) for Genoa. Since 1946, … Ma le polemiche che resero Brera celebre nel corso degli anni sessanta furono rivolte principalmente al "Golden Boy" rossonero Gianni Rivera e, più in generale, a quei giocatori tecnici, ma non combattivi che poco aderivano alla sua filosofia calcistica, ma che ricevevano invece un rilevante supporto dalla cosiddetta "scuola napoletana" e dai suoi alfieri, Antonio Ghirelli e il responsabile della redazione sportiva del Corriere della Sera Gino Palumbo[22]. Sulle cause delle dimissioni, vedi Ada Gigli Marchetti, Vent’anni dalla morte di Gianni Brera, inventore del catenaccio, della Padania e del Cavaliere. I suoi articoli vengono pubblicati anche sul Popolo d'Italia. Cerca. Non riuscì però a vincere il … Il Genoa fu fondato il 7 settembre 1893. Anche per questo non vide mai di buon occhio Arrigo Sacchi e la concezione di calcio offensivo che introdusse in Italia, attribuendo i meriti dei successi del Milan ai soli giocatori olandesi. Il solo Genoa, fra le migliori dell' anno, ha saputo prenderle 3 punti su 4, come il Torino. Gianni Brera dell'A.C. Brera is considered one of the most influential Italian sports journalists of the 20th century. Questo nonostante il Genoa, creatura mitologica e affascinante, sia comunque un essere perennemente inaffidabile. L'idea di togliere un attaccante e aggiungere un difensore esentato da marcature (il cosiddetto "libero") nacque in Svizzera negli anni trenta. Ho avuto a che fare con Gianni Brera, del quale si celebra il centenario della nascita, quattro anni prima di conoscerlo di persona. Gianni Brera descriveva il Genoa come un'onda instabile, imprevedibile, capace di volare sulla luna e di toccare il fondo in un battito di ciglia. Come le ultime sfide impossibili del Genoa, le retrocessioni sfiorate e i traguardi di un Europa lontana finalmente accarezzata e poi svanita. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 29 nov 2020 alle 14:42. Da "Il calcio illustrato" n. 24 del 12 giugno 1935. Qualcuno potrebbe definirlo un personaggio mitologico, proprio come il Grifone, altri semplicemente un fuoriclasse con la penna. A detta del giornalista queste critiche gli causarono, nel corso degli anni, molti attriti con giornalisti e tifosi d'opinione diversa. Fu quest'ultimo figlio a scrivere un articolo, pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 22 dicembre 1992, in cui dichiarò, tra l'altro che suo padre Gianni era sempre stato ateo[18]. Fu solo nel corso degli anni cinquanta e sessanta che tale modulo fu preso in considerazione nella penisola: Gipo Viani e Nereo Rocco furono gli sperimentatori, Gianni Brera il "teorico". gianni Brera Il vocabolario del calcio italiano di Francesco Agostini. Lo conferma la storia recente di un club che ha alternato calcio champagne ad un calcio brutto, sporco e cattivo. Brera fece scuola, tanto che fu coniato il termine spregiativo “brerini” per quei giornalisti che in qualche maniera si rifacevano al suo stile senza possedere un eguale talento linguistico. « Il mio vero nome è Giovanni Luigi Brera. Parlando di una delle squadre più longeve d'Italia, Brera scrisse: «Quando il Genoa già praticava il football gli altri si accorgevano di avere i piedi solo quando gli dolevano.». I legali dell'Inter hanno sporto reclamo e l'UEFA ha annullato la partita. Le terminologie usate appaiono non replicabili, la capacità di spiegare e raccontare sentimenti è quasi come viverli. I percome e i perché, Selecta Editrice 2001. Brera fu anche in possesso del documento ufficiale di costituzione del Genoa Cricket and Football Club, risalente al 7 settembre 1893[26], smarrito dal giornalista e ritrovato dopo la morte tra le sue carte. Nel romanzo Azzurro Tenebra, che parla della fallimentare spedizione della nazionale italiana ai mondiali di Germania del 1974, Giovanni Arpino tratteggiò la figura di Brera nel personaggio di Grangiuàn. Dopo l'8 settembre 1943 interrompe l'attività di giornalista militare, fugge in Svizzera e poi viene internato in un campo di lavoro per profughi italiani, qui entra in contatto con alcuni esponenti della Resistenza, tra cui Fabrizio Maffi e Giulio Seniga. Gianni Brera è stato l'esempio lampante di un giornalismo sbottonato, incisivo, originale e perennemente sorprendente. Citato nella sua pagina messa online da biografieonline. Boninsegna è franato perdendo i sensi e forse anche la faccia. Il Genoa ha inserito in un tweet una celebre frase di Gianni Brera, … Le sue parole, però, risultano sempre tremendamente attuali nella loro essenza. Nel 1956, quando Giulio Seniga ruppe con il Partito Comunista Italiano per i fatti d'Ungheria, si rifugiò a casa di Gianni Brera portando in una valigia un milione di dollari che rappresentavano il finanziamento dell'Unione Sovietica al PCI. Nel 1949 la Gazzetta lo manda come inviato speciale al Tour de France, conteso quell'anno dai tre italiani Fiorenzo Magni, Gino Bartali e Fausto Coppi; il quotidiano vende un incredibile numero di copie e gli viene offerta la posizione di direttore, all'età di 30 anni (il più giovane nella storia del giornalismo italiano), assieme a Emilio De Martino e poi Giuseppe Ambrosini. Brera si definiva un tifoso del Genoa[24], per cui coniò il termine "Vecchio Balordo" che è ancora oggi annoverato fra gli appellativi con i quali i tifosi del Genoa chiamano affettuosamente la loro squadra. Nonostante i successi nazionali e, ancor di più, internazionali del Milan di quel periodo, la polemica col fuoriclasse rossonero non si sopì mai, entrando nell'immaginario collettivo italiano. Il padre e la sorella lo convinsero che erano più importanti gli studi e lo costrinsero a smettere di giocare e a terminare il liceo a Pavia da dove continuò a spedire corrispondenze al settimanale sportivo milanese "Il nuovo schermo sportivo"[11]. Born: Giovanni Luigi Brera 8 September 1919. Nel 1956 viene chiamato da Gaetano Baldacci a dirigere la redazione sportiva del neonato quotidiano Il Giorno, l'edizione del lunedì con l'inserto sportivo alza le vendite di 30-40 000 copie. Introdusse, infatti, numerosi neologismi[1][32] (ma anche riadattamenti in ambito sportivo di stilemi della tradizione linguistica italiana, nazionale e dialettale[33]), entrati in modo stabile, come parole e frasi d'autore, nel lessico e nella fraseologia d'uso e in ambito calcistico-sportivo e non solo. Negli anni settanta scrisse nuovamente per La Gazzetta dello Sport e per un breve periodo (1979-1982) lavorò per Il Giornale di Indro Montanelli, fino a quando nel 1982 passò a la Repubblica, cui restò legato fino al termine della sua vita. Grazie alla sua inventiva e alla sua padronanza della lingua italiana ha lasciato una profonda impronta sul giornalismo sportivo italiano del XX secolo, con un lascito di numerosi neologismi da lui introdotti e accolti nell'uso del linguaggio calcistico. Brera soprannominò Rivera "abatino" in senso denigratorio ("un omarino fragile ed elegante, così dotato di stile da apparir manierato, e qualche volta finto" [23]) e osteggiò apertamente in molte occasioni l'impiego del giocatore nella nazionale italiana, pur riconoscendone la grande intelligenza calcistica e personale. E … Le quattro macchine per scrivere meccaniche portatili appartenute a Gianni Brera, tutte di marca Olivetti, sono state donate dalla famiglia ai seguenti destinatari: Museo del calcio di Coverciano; Circolo culturale "I Navigli" di Milano; Ristorante la Quintana di Vidigulfo, in provincia di Pavia; Gianni Mura. Ma non potrebbe essere diversamente: stiamo parlando dello strampalato, bizzarro, inaffidabile Vecchio Balordo. "E i giornalisti? Il libero della Bassa, scritto da Daniele Ongaro e diretto da Graziano Conversano[46]. Tornato alla vita civile, nel 1945 fu chiamato da Bruno Roghi alla Gazzetta dello Sport, il più importante quotidiano sportivo italiano. Sebbene tali affermazioni non fossero indiscusse, Brera difese strenuamente sino alla fine quella visione delle cose. il genoa, bordon e il dolcetto Brera risponde a un tifoso del Genoa e sulle varie domande fattegli da quest'ultimo sul genoa e sulla polemica Baldazzi e Fossati L'Arciposta di Gianni Brera era una rubrica che Giuan Brera … Si laurea in scienze politiche all'università di Pavia nel 1943. Comparve a lungo in televisione nelle trasmissioni La Domenica Sportiva (anche accanto all'amico Beppe Viola), Il processo del lunedì e L'Accademia di Brera (per l'emittente Telelombardia). Al direttore si propone di scrivere di calcio o boxe, i due sport che meglio conosce, Roghi invece gli assegna l'atletica leggera, di cui Brera è del tutto all'oscuro. Il 26 luglio 2018, in occasione della seconda edizione del Festival dell'Arcimatto, è stato sottoscritto dalle città di Uggiano la Chiesa e San Zenone al Po un "patto di gemellaggio" nel nome di Gianni Brera. Gianni Brera (Wikipedia) Il Genoa ricorda sul proprio sito ufficiale Gianni Brera a 100 anni dalla sua nascita. A soli 16 anni, nel 1935, inizia a scrivere dei piccoli articoli a commento del campionato della Sezione Propaganda sul settimanale sportivo milanese "Lo schermo sportivo"[7] e continua a giocare nelle squadre ragazzi passando dal Carducci all'A.C. [2] Inizia a giocare a calcio come terzino a 15 anni nella squadra "A" del G.C. Herrera e Moratti, Limina 1997. Sarà quest'ultimo a fargli da garante nel 1944 quando chiede di entrare nella Brigata Garibaldina "Comolli" operante nella Repubblica partigiana dell'Ossola. Il … Chiunque sia appassionato di calcio o desidera approcciarsi a esso, dovrebbe riconoscere in Giovanni Luigi Brera il vero e … Che giorno, quel giorno. La famiglia ha devoluto in beneficenza il ricavato della vendita. Le prime tre sono esposte al pubblico. Vent'anni senza Brera: inventò il libero e il contropiede 17 dic 2012 | 13 foto Il 19 dicembre del 1992 l'incidente stradale in cui morì il grande Gioànn. A Uggiano la Chiesa, nel Sud Salento, il Comune organizza dal 2017 il "Festival dell'Arcimatto - Gianni Brera tra giornalismo e letteratura", l'ultimo giovedì di luglio. La frase di Brera è stata impressa sulle maglie ufficiali del Genoa il 15 gennaio 2017 in occasione della sfida in trasferta contro il Cagliari[25]. Ma anche i brividi di uno stadio che intona 'Genoa, Genoa, Genoa' e fa vibrare la città d'amore. | « Il mio vero nome è Giovanni Luigi Brera. Già perché Brera, nato l'8 settembre 1919, ha incarnato perfettamente lo spirito battagliero, passionale, sentimentale ed emotivo del tifoso rossoblu. Insomma tutto e il contrario di tutto. La Fondazione Genoa prosegue la sua attività espositiva 2019/20 con due nuove esposizioni temporanee: una dedicata a personaggi famosi legati al mondo del giornalismo, della musica, del sociale, del teatro, della politica, dello sport di dichiarata fede rossoblù e una dedicata a Genova attraverso racconti e … Si dimette dalla direzione della Gazzetta nel 1954 dopo uno scontro con la proprietà che lo aveva accusato di filo-comunismo per aver dato troppo risalto al record mondiale dei 5000 m del sovietico Volodymyr Kuc, mettendolo in prima pagina.[2][16]. Gianni Brera è la penna eterna del Genoa, resta alla storia per quel suo "strampalato, inaffidabile vecchio balordo". Due fondi tematici di libri della biblioteca personale di Brera sono stati donati dalla famiglia alle biblioteche comunali di San Zenone al Po (PV) (cultura regionale) e Bosisio Parini (LC) (sport). Ringraziando il Giornale, il caporedattore Massimiliano Lussana e Filippo Larganà, il collega autore dell'articolo, riporto poco sotto il pezzo apparso oggi sull'edizione ligure del quotidiano.Il pezzo in questione riguarda me e la mia tesi di laurea triennale dal titolo La Genova di Gianni Brera… I suoi articoli sono stati tradotti in diverse lingue. [2] Nel frattempo proseguì la sua collaborazione con il Guerin Sportivo di cui curava lo spazio delle risposte ai lettori, la celebre rubrica dell'Arcimatto, dove discuteva degli argomenti più disparati. Lo conobbi ai campionati mondiali San Zenone al Po, Italy. Tra queste innovazioni, si ricordano: Gianni Brera amalgamava gli elementi della lingua italiana con quelli stranieri e con quelli tipici degli idiomi regionali, adottando giri di frase tipici della lingua lombarda.

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